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Costruzioni in legno tre D, pretagliate. Le confezioni, secondo il modello, possono contenere impregnante di fondo per il legno - turapori - e colori acrilici.
E' anche possibile lasciarle al naturale.
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Parasaurolophus
da Wikipedia
Il Parasaurolophus era un dinosauro erbivoro, appartenente alla famiglia degli adrosauridi, che visse nel Cretaceo superiore, circa 80-66 milioni d'anni fa.
Gli arti anteriori del Parasaurolophus erano sufficientemente robusti per sostenere il peso dell’animale, che procedeva da quadrupede, e altrettanto forti da servirgli durante il nuoto o il guado delle acque.
Quando si cibava a terra, il parasaurolofo si sosteneva su tutte e quattro le zampe. Per individuare in tempo il pericolo, si affidava ai sensi, che aveva molto acuti. Se era minacciato, correva sulle zampe posteriori con la coda distesa, per bilanciare la parte anteriore del corpo. Quando si cibava delle foglie degli alberi si sollevava sui poderosi arti posteriori.
Nome: Parasaurolophus vuol dire: simile a Saurolophus (rettile con la cresta)
Nel cranio aveva file di denti sovrapposti in grado di macinare ramoscelli e frutta, riducendoli a una polpa vegetale.
Come molti altri adrosauri, il parasaurolofo possedeva una testa particolarissima: sul cranio dei maschi si ergeva una cresta tubolare che raggiungeva 1,8 m di lunghezza, cioè quanto la statura di un uomo superiore alla media. Gli studiosi hanno elaborato diverse congetture sull’uso di questo enorme e curiosissimo tubo.
Alcuni esperti pensano che la cresta venisse utilizzata come un mezzo per respirare durante il nuoto, cioè una specie di boccaglio, però non vi presenta dei buchi. Qualcun altro ha pensato che serviva per migliorare l’olfatto, una specie di serbatoio d’aria. Altri ancora hanno pensato che fosse una struttura per aprirsi un varco tra l’intrico vegetale delle fronde e delle foglie. Ma c’è una spiegazione più semplice, cioè che potrebbe trattarsi di una caratteristica tipica della specie, così come lo sono le corna per le antilopi, e allora anche una specie di riconoscimento sessuale ma anche per riconoscere gli esemplari giovani ed adulti, i fossili del cranio, infatti, mostrano che i maschi adulti avevano una cresta più grande delle femmine e degli esemplari più giovani del branco.
Ma un’altra teoria afferma che questa struttura venisse utilizzata per emettere dei suoni, delle grida, dei vocalizzi o dei richiami; infatti al suo interno si presenta come una specie di tubo incurvato.
Grazie ad accurate ricostruzioni basate sulla sua anatomia, è stato possibile riprodurre il suo suono che appare grave e profondo. È possibile che anche altre specie dotate di simili strutture fossero capaci di produrre dei suoni analoghi.